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Certificazione ISO/IEC 42001: che cosa certifica, come si ottiene e quando conviene

La ISO/IEC 42001 è la norma internazionale sui sistemi di gestione dell'intelligenza artificiale. In Italia è certificabile in regime di accreditamento dal 2026. Questa guida spiega che cosa attesta il certificato e che cosa non attesta, chi dovrebbe valutarlo, quali fasi richiede il percorso e che cosa produce ciascuna.

Ottobre 202612 minuti di lettura Linea Governare Lista di controllo inclusa
In questa guida10 sezioni
  1. Che cos'è la ISO/IEC 42001
  2. Che cosa certifica, e che cosa no
  3. Perché valutarla adesso
  4. Il percorso in sei fasi
  5. Tempi, costi e impegno interno
  6. Se avete già un sistema certificato
  7. Gli errori che allungano il percorso
  8. Lista di controllo
  9. Perché Open Future Projects
  10. Domande ricorrenti

Nel 2026 la certificazione dei sistemi di gestione dell'intelligenza artificiale è diventata una scelta concreta anche per le imprese italiane. A febbraio Accredia ha emanato la circolare tecnica che disciplina l'accreditamento degli organismi di certificazione per questo schema. Dal 30 luglio è in vigore la UNI CEI EN ISO/IEC 42001:2026, con cui la norma internazionale è entrata nel corpus normativo europeo.

  1. Dicembre 2023ISO e IEC pubblicano la ISO/IEC 42001
  2. 19 febbraio 2026Circolare tecnica Accredia DC n. 08/2026 sull'accreditamento degli organismi
  3. 30 luglio 2026In vigore la UNI CEI EN ISO/IEC 42001:2026

Per un'azienda questo significa due cose. Esiste un riferimento unico, riconosciuto a livello internazionale, per organizzare il governo dell'intelligenza artificiale. E chi lo adotta può farlo verificare da un organismo terzo accreditato, con un certificato rilasciato secondo uno schema accreditato analogo a quello delle altre certificazioni di sistema, come la qualità o la sicurezza delle informazioni.

La guida è scritta per chi deve decidere se avviare il percorso: direzione, responsabili della compliance, funzioni IT e qualità.

01Che cos'è la ISO/IEC 42001

La ISO/IEC 42001 è stata pubblicata da ISO e IEC nel dicembre 2023. Stabilisce i requisiti per istituire, attuare, mantenere e migliorare nel tempo un sistema di gestione dell'intelligenza artificiale, cioè l'insieme di politiche, ruoli, processi e controlli con cui un'azienda governa i sistemi di IA che sviluppa, fornisce o utilizza.

Il campo di applicazione è ampio. La norma non riguarda soltanto chi costruisce modelli: si applica anche a chi integra l'intelligenza artificiale nei propri prodotti e servizi e a chi la usa nei processi interni, compresi i sistemi forniti da terzi.

In Italia la norma è stata adottata da UNI nel 2024 come UNI CEI ISO/IEC 42001. Con il recepimento europeo è diventata UNI CEI EN ISO/IEC 42001:2026, in vigore dal 30 luglio 2026. I requisiti non sono cambiati: cambia lo status della norma, che ora fa parte delle norme europee.

Com'è costruita

La norma segue la struttura armonizzata comune a tutti i sistemi di gestione ISO, la stessa della ISO 9001 e della ISO/IEC 27001. È un dettaglio pratico più che formale, perché consente di integrarla con sistemi già certificati.

  1. 4ContestoPerimetro, parti interessate, ruolo rispetto all'IA
  2. 5LeadershipDirezione, politica, ruoli
  3. 6PianificazioneRischi, impatti, obiettivi
  4. 7SupportoRisorse, competenze, documenti
  5. 8Attività operativeCiclo di vita dei sistemi
  6. 9ValutazioneMonitoraggio, audit, riesame
  7. 10MiglioramentoAzioni correttive, ciclo continuo

Le clausole dalla 4 alla 10 contengono i requisiti obbligatori e chiudono un ciclo che si ripete: pianificare, attuare, verificare, migliorare.

A queste clausole si aggiungono le appendici. L'Appendice A, normativa, elenca i controlli. L'Appendice B, anch'essa normativa, fornisce indicazioni per attuarli. L'Appendice C, informativa, descrive obiettivi e fonti di rischio tipici.

38controlli in nove obiettivi
  • Politiche
  • Organizzazione interna
  • Risorse
  • Valutazione d'impatto
  • Ciclo di vita dei sistemi
  • Dati
  • Informazioni per le parti interessate
  • Uso dei sistemi
  • Rapporti con terze parti

Non tutti i controlli vanno applicati. L'azienda sceglie quelli pertinenti e motiva per iscritto ogni inclusione ed esclusione in un documento chiamato dichiarazione di applicabilità. È uno dei documenti che l'organismo di certificazione esamina con più attenzione.

Il requisito che la distingue: la valutazione d'impatto

Rispetto agli altri sistemi di gestione, la 42001 introduce un elemento proprio. Oltre ai rischi per l'azienda, chiede di valutare l'impatto che i sistemi di intelligenza artificiale possono avere su persone, gruppi e società. La circolare Accredia insiste su questo punto: gli organismi di certificazione sono chiamati a verificare non solo le scelte tecnologiche, ma il modo in cui l'azienda tutela i diritti delle persone interessate. Per impostare la valutazione esiste una norma di riferimento dedicata, la ISO/IEC 42005:2025.

02Che cosa certifica, e che cosa no

È la domanda da porsi prima di qualsiasi altra, perché da qui nascono le aspettative sbagliate.

Il certificato attesta

Un sistema di gestione che funziona

  • Un sistema di gestione dell'IA conforme ai requisiti della norma
  • Una verifica sul campo da parte di un organismo indipendente
  • Politica, ruoli, metodo per rischi e impatti, controlli
  • Un ciclo di verifica e miglioramento effettivamente attivo

Il certificato non attesta

Le qualità di un singolo sistema

  • Che un modello sia accurato, privo di distorsioni o sicuro
  • La conformità di un prodotto: non sostituisce la marcatura CE
  • La conformità all'AI Act

Su quest'ultimo punto la circolare Accredia è esplicita: la ISO/IEC 42001:2023 non è armonizzata al Regolamento (UE) 2024/1689. La presunzione di conformità prevista dal regolamento discende dalle norme armonizzate pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione, e la 42001 oggi non è fra queste. UNI segnala che potrà essere considerata fra le norme utili a rispondere alle richieste di normazione della Commissione, ma questo è un passaggio futuro.

Due ulteriori precisazioni. La certificazione è volontaria: nessuna legge la impone. E non la rilascia ISO, ma un organismo di certificazione indipendente, del quale, per una certificazione accreditata, va verificato l'accreditamento per questo specifico schema.

03Perché un'azienda dovrebbe valutarla adesso

Le ragioni sono quattro, e conviene distinguerle perché non pesano allo stesso modo per tutti.

Gli obblighi dell'AI Act sono già in corso

L'articolo 4 sull'alfabetizzazione si applica dal febbraio 2025 ed è stato riscritto nel luglio 2026. Gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 si applicano dal 2 agosto 2026. Quelli sui sistemi ad alto rischio arriveranno fra dicembre 2027 e agosto 2028. Un sistema di gestione è il modo più ordinato per tenere sotto controllo adempimenti che cambiano nel tempo.

Leggi l'articolo sull'articolo 4 →

Il regolamento ragiona per sistemi di gestione

Per i fornitori di sistemi ad alto rischio l'AI Act prevede l'obbligo di un sistema di gestione della qualità. Accredia lo richiama nella propria circolare per spiegare perché lo schema 42001 è rilevante anche se volontario.

La legge italiana guarda alle evidenze

Dal 30 settembre 2026 il decreto legislativo 160/2026 ha inserito nel decreto 231 l'articolo 25-vicies, che collega la responsabilità dell'ente all'omessa adozione di misure di sicurezza e di sorveglianza umana nei sistemi ad alto rischio. Un sistema di gestione produce, per sua natura, la documentazione che dimostra chi doveva fare che cosa.

Leggi l'articolo sul decreto 231 →

Clienti e committenti cominciano a chiederlo

Nei questionari di qualifica fornitore e nei capitolati compaiono domande su come l'azienda governa l'uso dell'intelligenza artificiale. Un certificato emesso da un organismo accreditato può fornire un'evidenza utile, da valutare insieme al perimetro e alle richieste del committente.

Quando non è la priorità

Vale la pena dirlo con la stessa chiarezza. Un'azienda che usa l'intelligenza artificiale solo con un assistente generico per scrivere testi, senza integrarla in processi che riguardano clienti, dipendenti o decisioni rilevanti, ha priorità diverse. Le servono una politica d'uso, la formazione prevista dall'articolo 4 e un inventario degli strumenti. La certificazione può attendere.

Priorità della certificazione in base alla situazione dell'azienda
SituazionePrioritàPrimo passo consigliato
Sviluppate o fornite sistemi di IA ad altriAltaValutazione del divario rispetto alla norma
Usate l'IA in processi che riguardano persone: selezione, credito, valutazioni, assistenza clientiAltaInventario dei sistemi e valutazione d'impatto
I vostri clienti chiedono evidenze sulla governance dell'IAAltaVerifica delle richieste e del perimetro da certificare
Avete già ISO 9001 o ISO/IEC 27001 e usate l'IA in modo estesoMediaIntegrazione nel sistema esistente
Usate solo strumenti generici per attività a basso impattoBassaPolitica d'uso e formazione del personale

04Il percorso in sei fasi

Un percorso di certificazione si articola in sei fasi. L'ordine conta: ogni fase produce documenti su cui si appoggia la successiva, e saltarne una significa ricostruirla dopo, in genere sotto la pressione di un audit.

  1. Fase 1

    Perimetro e inventario

    Si decide che cosa rientra nel sistema: quali processi, quali sedi, quali sistemi di intelligenza artificiale. Si censiscono tutti i sistemi in uso, compresi quelli integrati in software acquistati per altro, che sono la parte che più spesso sfugge.

    Per ciascuno si definisce il ruolo dell'azienda: chi sviluppa, chi fornisce, chi utilizza. La circolare Accredia chiede espressamente agli auditor di saper distinguere questi ruoli, perché cambiano i requisiti applicabili.

    Che cosa produce
    Documento di perimetroInventario dei sistemi di IARuolo dell'azienda per ciascun sistema
  2. Fase 2

    Contesto, rischi e impatti

    Si individuano le parti interessate e le loro aspettative. Si valutano i rischi che i sistemi comportano per l'azienda e gli impatti che possono avere su persone e gruppi. Per la metodologia esistono riferimenti specifici: la ISO/IEC 23894 per la gestione del rischio, la ISO/IEC 42005 per la valutazione d'impatto.

    Che cosa produce
    Analisi del contestoRegistro dei rischiValutazioni d'impattoPiano di trattamento
  3. Fase 3

    Politica, ruoli e controlli

    La direzione approva una politica per l'intelligenza artificiale e assegna ruoli e responsabilità. Si fissano gli obiettivi del sistema. Si selezionano i controlli dell'Appendice A e si motiva ogni scelta nella dichiarazione di applicabilità.

    Che cosa produce
    Politica per l'IAMappa delle responsabilitàObiettiviDichiarazione di applicabilità
  4. Fase 4

    Attuazione e competenze

    Le procedure entrano nell'operatività: gestione del ciclo di vita dei sistemi, qualità dei dati, rapporti con i fornitori, uso consentito, gestione degli incidenti. Il personale riceve la formazione necessaria per il proprio ruolo.

    È la fase più lunga, perché il sistema deve funzionare abbastanza a lungo da lasciare traccia di sé.

    Che cosa produce
    Procedure operativeRegistri di formazione e competenzaEvidenze di funzionamento
  5. Fase 5

    Verifica interna

    Un audit interno, condotto da persone che non hanno costruito il sistema, ne verifica la conformità. La direzione esamina i risultati nel riesame e decide le azioni correttive. Senza questi due passaggi un organismo di certificazione non può concludere positivamente la verifica.

    Che cosa produce
    Rapporto di audit internoVerbale del riesame della direzionePiano delle azioni correttive
  6. Fase 6

    Certificazione

    Si sceglie un organismo accreditato. La verifica si svolge in due momenti: il primo esamina la documentazione e la prontezza del sistema, il secondo ne verifica l'attuazione sul campo.

    Se l'esito è positivo, il certificato ha validità triennale, con verifiche di sorveglianza periodiche e un audit di rinnovo alla scadenza.

    Che cosa produce
    Certificato di conformitàProgramma delle verifiche di sorveglianza

Chi vi accompagna non può certificarvi. Le regole di accreditamento separano la consulenza dalla certificazione.

05Tempi, costi e impegno interno

Una cifra valida per tutti non esiste, e chi ne propone una prima di conoscere l'azienda sta semplificando troppo. Si possono però indicare i fattori che determinano tempi e costi.

Costo

La durata degli audit

La stabilisce l'organismo di certificazione applicando le regole della ISO/IEC 17021-1 e della ISO/IEC 42006, che considerano dimensione dell'azienda, numero e complessità dei sistemi di IA, numero di sedi, ruolo ricoperto. Il costo della certificazione dipende in larga parte da questo calcolo.

Tempo

La durata del percorso

Dipende soprattutto dalla fase 4. Prima della verifica il sistema deve aver funzionato, prodotto registrazioni, superato un audit interno e un riesame della direzione. Per questo i tempi si misurano in mesi, non in settimane, anche per un'azienda piccola.

Persone

L'impegno interno

È la variabile più sottovalutata. Servono uno sponsor in direzione, un responsabile operativo del progetto e il contributo di più funzioni.

Chi coinvolgere

DirezioneApprova la politica e presiede il riesame
Responsabile del sistemaCoordina il percorso e risponde delle evidenze
Funzione ITConosce i sistemi e i fornitori tecnologici
Legale e protezione dei datiPresidia gli obblighi normativi e i trattamenti
Risorse umaneFormazione, competenze, usi dell'IA che riguardano il personale
Responsabili dei processiApplicano le procedure ogni giorno, dove l'IA opera

06Se l'azienda ha già un sistema certificato

Chi ha già la ISO 9001 o la ISO/IEC 27001 parte avvantaggiato. La struttura armonizzata permette di estendere il sistema esistente invece di costruirne uno nuovo, e la circolare Accredia lo indica esplicitamente come possibilità. Vale la pena segnalare che il 16 settembre 2026 è stata pubblicata la nuova edizione della ISO 9001: chi deve affrontare la transizione può pianificare insieme i due interventi.

Che cosa si riutilizza da un sistema già certificato e che cosa va costruito
ElementoDal sistema esistentePer la 42001
Struttura documentale e gestione dei documentiSi riutilizzaAdattamento al perimetro IA
Audit interno e riesame della direzioneSi riutilizzaEstensione ai temi IA
Non conformità e azioni correttiveSi riutilizzaNessuna differenza sostanziale
Gestione dei fornitoriIn parteRequisiti specifici per fornitori di IA
Gestione del rischioIn parteRischi propri dell'IA
Valutazione d'impatto su persone e societàDa costruireDa impostare ex novo
Ciclo di vita dei sistemi e qualità dei datiDa costruireDa impostare ex novo
Dichiarazione di applicabilità sui controlli IADa costruireDa redigere

07Gli errori che allungano il percorso

Un perimetro scelto per comodità

Si certifica un ambito circoscritto e poco rischioso, lasciando fuori i sistemi che contano. Il certificato si ottiene, ma non risponde alle domande di clienti e autorità.

Una dichiarazione di applicabilità copiata

Esclusioni non motivate o motivate in modo generico sono il primo punto su cui un auditor si sofferma.

La valutazione d'impatto confusa con quella privacy

Si toccano, ma non coincidono. La prima riguarda gli effetti dei sistemi di IA su persone e gruppi in senso ampio, non solo il trattamento dei dati personali.

Un responsabile senza autorità

Un ruolo assegnato sulla carta, a una persona che non può fermare l'adozione di un sistema, non regge in audit.

Evidenze prodotte alla vigilia della verifica

Registri compilati tutti insieme si riconoscono. Il sistema deve lasciare traccia mentre funziona.

08Prima di contattare un organismo di certificazione

Undici verifiche da fare prima di chiedere un'offerta. Si possono spuntare direttamente qui.

Lista di controllo ISO/IEC 42001Undici punti da verificare prima della certificazione
0 di 11 completati

Tutti i punti risultano verificati.

Il nostro modo di lavorare

Perché affidarsi a Open Future Projects

Un sistema di gestione dell'intelligenza artificiale tocca tre ambiti che di solito vengono affidati a interlocutori diversi: le regole e i processi, le competenze delle persone, i sistemi tecnologici. È qui che il nostro modo di lavorare fa la differenza.

Una sola squadra su regole, persone e sistemi

Le tre linee di Open Future Projects coprono esattamente questi ambiti. Governare imposta il sistema di gestione, Evolvere costruisce la formazione per ruolo richiesta dalla norma e dall'articolo 4 dell'AI Act, Costruire conosce dall'interno i sistemi che vanno governati. L'azienda ha un solo interlocutore.

Il perimetro scritto prima

Prima di avviare il percorso definiamo per iscritto che cosa entra nel sistema, che cosa resta fuori e perché. È la scelta da cui dipende il valore del certificato.

Nessuna certificazione promessa

Il certificato lo rilascia un organismo accreditato, che per regola non può essere chi vi ha accompagnato. Il nostro compito è portarvi alla verifica con un sistema che funziona e con le evidenze che lo dimostrano.

Documenti che restano all'azienda

Procedure, registri e valutazioni sono costruiti sul vostro contesto e restano vostri. Il sistema deve poter funzionare anche quando il progetto è concluso.

Professionisti che lavorano sulla materia

Il percorso è seguito da persone che operano su conformità normativa, protezione dei dati e sistemi di gestione, e che seguono l'evoluzione del quadro normativo per lavoro.

Fonti ufficiali

Le formulazioni riportate nella pagina sono una sintesi e non una citazione letterale.

Ultimo riscontro delle fonti: 14 ottobre 2026

Contenuto informativo a cura di Open Future Projects. Non costituisce parere legale: per decisioni su casi specifici è opportuno un confronto con un professionista.

Domande ricorrenti

Quello che ci chiedono su questo tema

La ISO/IEC 42001 è obbligatoria?

No. È una norma volontaria e nessuna legge italiana o europea ne impone l'adozione. Diventa rilevante quando clienti, committenti o bandi la richiedono, o quando un'azienda vuole un riferimento riconosciuto per organizzare gli adempimenti dell'AI Act.

La certificazione ISO/IEC 42001 rende l'azienda conforme all'AI Act?

No. La norma non è armonizzata al Regolamento (UE) 2024/1689, come ricorda la circolare Accredia DC n. 08/2026, e quindi non dà presunzione di conformità. Aiuta però a organizzare molti degli adempimenti che il regolamento richiede, a partire da gestione dei rischi, documentazione e sorveglianza umana.

Chi rilascia il certificato?

Un organismo di certificazione indipendente. Per una certificazione accreditata occorre verificare che l'organismo sia accreditato per questo schema, secondo i requisiti applicabili della ISO/IEC 17021-1 e della ISO/IEC 42006. L'elenco aggiornato è consultabile nella banca dati di Accredia.

Quanto dura il certificato?

Tre anni. Nel periodo di validità l'organismo svolge verifiche di sorveglianza periodiche e, alla scadenza, un audit di rinnovo.

Serve anche a un'azienda che usa l'intelligenza artificiale e non la sviluppa?

Sì. La norma si applica a chi sviluppa, fornisce o utilizza sistemi di intelligenza artificiale, compresi quelli forniti da terzi. Il ruolo dell'azienda determina quali requisiti e quali controlli sono pertinenti.

Si può integrare con la ISO 9001 o la ISO/IEC 27001?

Sì. Tutte seguono la stessa struttura armonizzata, quindi audit interno, riesame, gestione documentale e azioni correttive si condividono. Vanno costruiti ex novo gli elementi propri dell'intelligenza artificiale, come la valutazione d'impatto e la gestione del ciclo di vita dei sistemi.

Quanto tempo serve per ottenerla?

Dipende dal perimetro e dalla situazione di partenza. Prima della verifica di certificazione il sistema deve aver funzionato e prodotto evidenze, superato un audit interno e un riesame della direzione: per questo i tempi si misurano in mesi anche per un'azienda di piccole dimensioni.

Se il tema vi riguarda

Un sistema di gestione dell'IA costruito sull'azienda

Impostiamo il percorso verso la ISO/IEC 42001 partendo da perimetro, inventario e valutazione d'impatto, e lo integriamo con i sistemi di gestione che l'azienda ha già.

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